
La periferia è un posto veramente strano. Malefico sotto certi punti di vista. Quando sei ggiovine, neanche o appena maggiorenne, non vuoi fare altro che uscire da 'sto buco del cazzo, andare verso la città, vedere gente nuova, stare in giro, in giro e ancora in giro. Ma poi, qualche anno dopo il liceo, subentra una strana apatia, uno si arrende quasi al grigio e alla noia, si cerca la familiarità e la tranquillità dappertutto, c'è quasi paura delle novità... e allora si resta in valle, o cmq vicino, perchè anche spostarsi diventa un peso, per non parlare poi di intavolare discorsi con persone mai viste... la città diventa come la kriptonite, e si diventa come un Superman della seconda cintura, supereroe tra Bussoleno e Collegno. Poi certo, io adoro stare in valle, ma c'è vita anche suii mondi racchiusi dalla tangenziale porcoddio.
Pensavo che Kevin Smith quando parlava dei classici cafoni provinciali iperbolizzasse parecchio (eh? che linguaggio, vero?), invece si avvicina paurosamente alla verità... o magari semplicemente (e anche questo è paurosamente vicino alla verità) si invecchia prima. Per questo ringrazzzzzzio i miei conoscenti abitanti della motorcity. Mercì.
I buoni propositi non servono mai a un cazzo. Ci si può ricoprire di convinzione, coraggio, integrità e tutto questo genere di cose, e alla fine quello che funziona meglio è un pizzico di cinismo e una stilla di cattiveria. Riesce anche a essere (quasi) soddisfacente.

