senti, volevo semplicemente metterti davanti al fatto compiuto. non me ne pento, anche se il senso di colpa mi attanaglia come un'aspide attaccata alla spina dorsale. so che avrei dovuto tenere la luce accesa, la responsabilità del faro era solo mia. Ma le sirene chiamavano, e io sono rimasto abbagliato dalla lucentezza delle scaglie dela loro coda blu. mi chiamavano, conoscevano il mio nome, e io non ho potuto fare a meno che ingerire il kerosene. mi serviva. per respirare sotto la cupola delle novità e delle prospettive.
ma le bollicine mi hanno fregato di nuovo.
son cose

Bazzicava. A volte perdeva semplicemente tempo. Ma la sua mente era vorticosamente, decisamente rapita dalla girandola di schizzi di china che gli danzavano davanti agli occhi.
Tante sfaccettature. E svariati enigmi, una strada lastricata di caramelle amare. Quelle buone, alle erbe, si potrebbe dire digestive ma suona troppo non-romantico. Piccoli ritratti, e paesaggi, che prima volavano tenuti per aria da piccole cornici organiche, ora giacciono al suolo, spiaccicati e con le budella verdastre e puzzolenti spiegazzate e grondanti cera colorata.
Senza contare il fatto che aveva finito il cardamomo.
Boh.
domenica di settembre
Il mondo va sempre peggio. L'italia è messa sempre peggio. Si invecchia, e non si trova lavoro. Gli immigrati ci rubano il lavoro. Gli ubriachi ci investono per le strade. Batteri killer arrivano da paesi esotici solo per infestare i nostri flaccidi corpi occidentali. La benzina aumenta. I SUV aumentano. Inondazioni. Attentati. Terrorismo. Bombe. Baby gang, caro affitti, caro prezzi...
La Tv fa schifo.
E io finalmente sono diventato ottimista. E non ho paura.
La Tv fa schifo.
E io finalmente sono diventato ottimista. E non ho paura.
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domenica 21 settembre 2008
robe varie
stavo ascoltando questo gruppo, passeggiavo al valentino. una signora sferruzzava su una panchina. e il ritmo del suo sferruzzare era esattamente lo stesso della canzone che stavo ascoltando. mi sono quasi commosso. avevo gli occhi spalancati come 2 soli.
oggi invece stavo ascoltando quest'altro gruppo, e precisamente questa canzone, il cui tempo è tutt'altro che lineare, anzi, oscilla attorno al bpm fondamentale su cui si stabilizza nella seconda parte della canzone. e anche se non c'era nessuno che sferruzzava avevo lo stesso gli occhi spalancati come 2 soli.
strane cose accadono. pazzi che si tuffano nel Po di lunedì pomeriggio. Cormorani che pescano nello stesso punto. 2 squadre di tresette fede-steo contro fede-steo, vince la coppia fede-steo. Incontrare mio cugino 2 volte di fila a distanza di una settimana e 3 ore quasi nello stesso punto e con gli stessi pantaloni.
Tutti dovrebbero leggere Douglas Adams.
oggi invece stavo ascoltando quest'altro gruppo, e precisamente questa canzone, il cui tempo è tutt'altro che lineare, anzi, oscilla attorno al bpm fondamentale su cui si stabilizza nella seconda parte della canzone. e anche se non c'era nessuno che sferruzzava avevo lo stesso gli occhi spalancati come 2 soli.
strane cose accadono. pazzi che si tuffano nel Po di lunedì pomeriggio. Cormorani che pescano nello stesso punto. 2 squadre di tresette fede-steo contro fede-steo, vince la coppia fede-steo. Incontrare mio cugino 2 volte di fila a distanza di una settimana e 3 ore quasi nello stesso punto e con gli stessi pantaloni.
Tutti dovrebbero leggere Douglas Adams.
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martedì 9 settembre 2008
e comunque
è stato un favoloso agosto torinese, questo. follia e alcolismo. e tutto il resto. dettagli compresi.
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martedì 2 settembre 2008
frammentario.
A volte ci vuole uno sforzo tremendo per entrare in sintonia le particelle che ci ruotano attorno. e con le varie onde di pressione che smuovono la piccola membrana interna all'orecchio. e con le varie corde immaginarie che vibrano tra i vari pezzi di materia grigia. e che fanno stranamente vibrare anche le parti basse dello stomaco.
Non so. da un pò veleggio indisponente e svogliato tra mille pezzi di vetro, senza capire bene se questi che mi ritrovo sulla pelle sono tagli o semplici striature, come quelle che ti vengono quando ti gratti con le unghie troppo lunghe. e continuo imperterrito a non capire i messaggi, non colgo, non metto a fuoco, mi sento indietro, vedo la fila di gente che corre avanti a me e mi sembra che si allontani sempre di più. scommetto che se si girassero di scatto, avrebbero per un attimo tutti la mia faccia.
Forse non ho voglia di capire. Forse mi sono talmente abituato all'inedia che l'idea che potrei veramente cambiare le cose mi terrorizza troppo. E stucchevolmente, mi stupisco. Attonito, e imbecille. Foglie e rampicanti mi crescono addosso.

Devo applicare perturbazioni. Devo scuotere il sistema.
Non so. da un pò veleggio indisponente e svogliato tra mille pezzi di vetro, senza capire bene se questi che mi ritrovo sulla pelle sono tagli o semplici striature, come quelle che ti vengono quando ti gratti con le unghie troppo lunghe. e continuo imperterrito a non capire i messaggi, non colgo, non metto a fuoco, mi sento indietro, vedo la fila di gente che corre avanti a me e mi sembra che si allontani sempre di più. scommetto che se si girassero di scatto, avrebbero per un attimo tutti la mia faccia.
Forse non ho voglia di capire. Forse mi sono talmente abituato all'inedia che l'idea che potrei veramente cambiare le cose mi terrorizza troppo. E stucchevolmente, mi stupisco. Attonito, e imbecille. Foglie e rampicanti mi crescono addosso.

Devo applicare perturbazioni. Devo scuotere il sistema.
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lunedì 1 settembre 2008
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