Parecchie riflessioni oggi. Un accadimento a cui effettivamente dovrò abituarmi.
Il luogo: la chiesa.
Erano credo quasi 3 anni che non ci entravo, onestamente dopo anni di catechismo e di scuolamedialeonardomurialdo e di animazioneperilcampeggiodellasculamedialeonardomurialdo mi sono chiesto perchè continuare a fare qualcosa in cui onestamente non ci vedevo nè senso nè tantomeno l'utilità. Il parroco è sempre identico a quando mi preparavo per la mia cresima (fatta tra l'altro per poi potermi sposare in chiesa un giorno...), con la fissazzione per i bambini, la voce malferma, sempre agitato e sudaticcio. Cercava di avere sempre un rapporto particolare con i suoi cresimandi, sottolineando le parole con carezze sul viso e mani sulla testa o sulle spalle dei medesimi, durante le sue frequenti visite durante l'indottrinamento pre-cresimale. Alla fine della cerimonia ha annuncianto che per 2 settimane sara in "ritiro coatto" fuori Rivoli, lontano dalla sua amata chiesa, senza specificarne il motivo.
L'occasione: un matrimonio.
Una mia coetanea, col pancione contenente la sua seconda figlia. La prima, Arianna, 3 anni emmezzo, la accompagnava vestita quasi come la madre (strascico a parte). Pareva serena, molto. Lui, Federico, 4 anni più di lei, dottorando in fisica, suo compagno (...) da una decina d'anni, visibilmente agitato.
Innanzitutto, come è possibile che in un giorno così importante per 2 persone, la maggior parte della cerimonia sia COMUNQUE incentrata su una certa entità che esisterebbe in qualche etere o iperuranio e che ha il compito di guidarci? La stessa cosa l'avevo pensata al funerale di un mio amico, anni fa, morto per caso, caduto in burrone sui monti. Tutti lanciati nella speranza che la vita dei 2 novelli sposini sia accompagnata dalla parola e dall'aiuto di Dio, e che ha già concesso loro la grazia di arrivare a costruire un famiglia. COOOOME? 2 ragazzi poco più che ventenni che decidono di mettere in piedi una famiglia, e ci riescono, comprano casa e così via, e lo devono a DIO? L'uomo deve essere proprio una bestia. D'altro canto, come ha detto il prete, dobbiamo ringraziare lo stesso DIO per l'aiuto e le cose che ha fatto per noi dall'inizio dell'umanità. E preghiamo affinchè DIO continui ad accompagnarli, perchè la loro vita sia dominata e illuminata dalla parola di DIO, dall'aiuto di DIO. Kondi ti prego dì qualcosa, straporcoddio.
Poi: 24 anni, matrimonio. E non è la sola. Altre 2 coppie di conoscenti, miei coetanei o quasi, hanno rivelato che anche per loro il momento fatidico era imminente. Per la prima volta in tutta la mia breve vita mi sono sentito VERAMENTE vecchio e inadeguato. Di solito non mi dà fastidio scoprirmi il più trasandato, retoricamente afflitto dalla sinfrome di peter pan quando sono in mezzo ai miei ex-compagni di liceo. Ma oggi mi ha dato un terribile senso di soffocamento. Terribile. Esiste questa strafottuta quotidianità da ormai quasi trentenni (cazzo alla fine solo solo 24) che forse è la cosa che più mi spaventa in assoluto. Assistente del notaio, segretario di un'avvocato, giacca e cravatta, alla fine c'hai la mia età ragazzo... E' poi così sbagliato volersela creare una propria quotidianità, col tempo, con calma, e a modo proprio? non voglio sembrare un'adolescente incazzato e sognatore del post precedente, però tutti i peggiori incubi diloghi comuni e pantomime per gli altri mi si stanno materializzando davanti. Per di più mi hanno fottuto il lettore mp3 sul pullman l'altra mattina, mentre pioveva e stavo parlando con una ragazza carina. Senza la musica nelle orecchie divento disfattista. Forse la speranza è davvero solo una parola...