Allora: ci sono un sacco di cose che odio. Come quando la tecnologia non risponde, il cellulare fa i capricci, lo scooter non parte o il computer non fa quello che io vorrei che il computer facesse. Odio quella sensazione di merda di non sapere una fava che mi prende prima di cominciare un esame scritto. Odio scoprire dei refusi su questo blog a distanza di mesi, che non ho voglia di corregerli ma odio vederli lì su un post vecchio di parecchie settimane. Odio quando la gente mi dà consigli banali, o mi fa affermazioni scontate che non meritano neanche di far vibrare le membrane interne al mio orecchio. Odio la gente che mi parla d'altro mentre sto guardando un film, e ancora di più chi, nonostante la mia palese indifferenza alle loro parole, continua a snocciolare concetti che non potrebbero essere più lontani da quello che voglio sentire, ovvero il film che sto guardando.
E odiavo tornare a casa dopo una serata con il cielo già chiaro e il sole quasi sorto. Ma stamattina sono tornato ancora più tardi del solito, e non solo il cielo era già chiaro, ma il sole era già sorto, e mi abbagliava dallo specchietto, dato che stavo andando verso est.
Questa volta non mi ha lasciato la solita sensazione di disagio che mi lasciava di solito; ascoltavo un disco che negli ultimi 2 mesi avrò ascoltato almeno 2 volte al giorno, e tutto mi sembrava semplicemente a posto, calmo, lucente e curvo come la carrozzeria fatta a mano di una lotus degli anni 40.
E ho come il sentore che il senso di tranquillità che provavo a tornare a casa col sole già alto, abbia come lavato via il mio odio per quella stessa cosa che mi aveva fatto a sentire a disagio un sacco di volte, in passato.
Adesso odio una cosa di meno. E questo è un passo avanti.