di mantelline e altri intrecci. scusate la retorica.

1 (uno)
La stazione la mattina è un palcoscenico molto bizzarro, dove va in scena praticamente ogni tipo di film fiction fotoromanzo videostoria radioracconto. Come capita di vedere una ragazza di non più di venticinque anni, con una valigia arancione gigantesca, sbuffare e ansimare per riuscire a salire i 3 gradini che la separano dall'ambito posto sul vermone arancione numero 67. Indossa, come una vera eroina delle favole degli anni 50, una specie di mantellina, panno verde quadrato appoggiato sopra le spalle con colletto e 3 bottoni, sul lato.
Eppoi capita che dopo neanche mezzo minuto che il cimicione arancione numero 67 è partito, portandosi via la ragazza con la mantellina, la sua valigia e il sedile su cui si è seduta, passa accanto alla palina una signora, sulla sessantina, passo svelto e sguardo austero, con la stessa identica mantellina.

Percepisco centinaia, milgiaia di incroci strani e folli, mirabolanti coincidenze che potrebbero forse dare un senso a tutto 'sto turbinare del cazzo. Ma sento che svelarle tutte, metterle tutte nero su bianco, sarebbe un pò come rovinarle, rigare con una chiave la superficie curva e opaca che le ricopre, violare una specie di santuario.
Ad un livello troppo alto, le cose diventano troppo complicate per poter essere espresse.


2 (due)

t'imploro stringimi
implodo estinguimi

l'uomo che guardava verso il passato.


guardando quella distesa immesa di cemento e praline colorate, l'unica cosa a cui riuscì a pensare fu al suo intestino che si contraeva mentre digeriva il pasto che aveva appena consumato.pastelli colorati, cera d'api e una bella fetta di formaggio di capra dell'himalaya, tutto bagnato da uno squisito vino dei colli euganei. la visione davanti a lui, fulminante eppure sfuggevole, gli dava un senso di malinconia, rumore di biscotti che scricchiolano dietro alle membrane che permettono all'orecchio di percepire differenze e onde di pressione nell'aria. riusciva solo a pensare a quello che aveva perso, in quella distesa di cemento e praline, e che sicuramente non avrebbe mai più rivisto, se non coperta da un sottile strato di zucchero e uno un pò più spesso, di rimorso. quando poi la pioggia cominciò a cadere, rivelando tutte le sagome sotto la glassa, il suo sguardo non potè che sciogliersi in lacrime dolci e colorate.


photo by saturn robot

The come back Blues.

Bum! un bel concerto, carne fresca per l'anima. Pavimento scivoloso, e nuvole di afrori umani nello stanzone verde-viola. Con il cervello che gioisce manco stesse improvvisando blues in Re minore.
Inoltre da qualche giorno ho 6 crediti in più. Eppoi, di nuovo, tutti insieme idioti e felici. Ridere, ridere ridere. quasi per caso. Cose che uno veramente non è in grado di aspettarsi. Questo per poter rimanere più basiti e piacevolmente sorpresi quando la verità viene effettivamente a svelarsi sotto i nostri occhi. E il tutto con un retrogusto piccante, rosso e giallo, che aleggia per tutto il tempo manco ci fosse la nebbia colorata. tanto la vedo comunque solo io.

Dance tonight, revolution tomorrow.