promemoria

[crearsi? trovare? cercare? costruirsi?] sicurezze.
per questo, applicare perturbazioni.

(la prima mi è stata detta oggi,
la seconda l'ho già scritta parecchie volte qua sopra,
ed è la cosa da fare per capire meglio un sacco di cose.
to reach the point.)

felicitazioni

chebbello. tutti vestiti a festa. sorrisi, e felicità, e congratulazioni, e felicitazioni. eppoi l'arrivo in chiesa, ma che bella la sposa, guarda la bimba com'è tenera, il prete con la tunica più gioiosa, che spruzza di acqua s(t)ant(i)a tutti i presenti come a voler obbligare tutti a condividere questa gioia così immensa e illuminante. eppoi un sacco di parole, parole, parole, parole a ancora parole e parole. che belle le due rondini che sono entrate in chiesa (e io che speravo che anche loro spruzzassero liquidi su qualcuno dei vestiti stupendi che la gente aveva addosso), e i bambini che frignavano e se ne sbattevano della sacralità del momento (ah, gioia!). e un esercito ansante e ansioso di idioti armati di macchine e macchinette digitali a fare foto come se non ci fosse un domani, nessuno dei quali evidentemente si rendeva conto che nelle foto sarebbero venuti, oltre agli sposi, anche e sopratutto gli altri imbeccilli armati di fallici milioni di pixel. eppoi ancora, brindisi e controbrindisi e ribrindisi, dove i sorrisi non stentati li contavi sulle dita di una mano, beati loro. eppoi antipasti, e primi e secondi e dolci e vino (grazie), fino al tramonto e oltre, divorato da zanzare e ansia e voglia di decapitare a caso.

ed è per questo che ho dormito 4 ore in 2 giorni, viaggiato come un uomo d'affari su dei sedili che erano comodi per tutto tranne che per dormire, e un orientale (cinese? giapponese? coreano?) continuava a crollarmi addosso mentre dormiva tra firenze e colle val d'elsa?

le convenzioni sociali sono una cosa brutta.

fallen crestfallen (rise again?)

La prima cosa che riuscì a percepire chiaramente fu il frastuono. Un rumore costante e assordante che non gli riempiva soltanto le orecchie, ma che scuoteva di vibrazioni ogni recesso del suo involucro. Aveva quasi paura ad aprire gli occhi, e la sensazione di vuoto che gli rimbombava nel cranio faceva come da schermo a qualsiasi cosa cercasse di ricordare. Quando finalmente si decise ad aprire gli occhi, più che altro per rendersi conto almeno di dove fosse, si ritrovò a fissare una distesa azzurra costellate di nuvole di acquerello. La luce lo accecò, e il riflesso sulle nuvole lo abbagliò, tanto da fargli richiudere parzialmente gli occhi. La situazione non era comunque ancora chiara, il suo corpo era ancora scossa da fitte vorticose e violente.

Quando si rese conto che poteva girarsi, lo fece, e notò il suolo che gli veniva incontro, molto lentamente, con una calma placida e rilassata che contrastava con il rimbombo dell'aria nelle sue orecchie e gli schiaffi che l'aria stessa imprimeva su ogni parte del suo essere. Cominciò a notare palazzi, case, strade, che richiamarono un terrore antico nel suo cervello immacolato, che sgomitava per cercare di dare un senso a questa situazione, così deliziosamente assurda.

Eppoi successe.
Successe che, come chiunque si sarebbe aspettato, cadde al suolo.
Ma c'era qualcosa di profondamente sbagliato in quello che era successo. Voglio dire, il fatto che un uomo si ritrovi a cadere senza sapere il perchè è già di per se una situazione poco sostenibile, quantomeno bizzarra.
Ma era stata anche la velocità dell'impatto che l'aveva spiazzato. Il fatto di ritrovarsi con gli occhi chiusi e il petto schiacciato da tutto il suo peso, così presto, lo opprimeva molto di più di quanto non lo spaventasse la situazione in cui si era ritrovato poco prima, a svegliarsi tra le nuvole.

Quando riaprì gli occhi, di nuovo, si rese conto che tutto quello che aveva visto dal'alto non era altro che una gigantesca distesa di giocattoli. Sistemati ordinatamente, una specie di esposizione, con automobili a molla che avanzavano a scatti su strade di tempera, bambole di pezza appoggiate a scatole di cartone disegnate come case vittoriane, automi di plastica con occhi rossi che sputano scintille, soldati di plastica e piombo. E tutto era stranamente immerso in pochi centimetri di acqua.

L'impatto era stato fortissimo. Quando si girò verso l'alto, gli sembrò di avere un blocco di cemento sullo sterno. In bocca, sotto la lingua, sentiva sapore di metallo.
Restò così, in attesa.


Probabilmente molto presto lei scomparirà,
lasciando i frutti della nostra primavera
ed il suo sangue sarà fertile e prezioso
custodirete inoltre tutte le sue spine..
Ed il suo ricordo più recente si affaccia alla mia mente,
tutta la sua sfrontatezza, un talento naturale
e prenderò le mie distanze da quel che penserete voi.
Un'adorabile incompiuta!
Soltanto gli angeli san diventare incubi
perdon le ali ma mantengon la ragione,
piangono il sangue ma san rimanere liberi,
i loro occhi son la mia felicità!
Ed il suo ricordo più recente si affaccia alla mia mente,
tutta la sua sfrontatezza, un talento naturale
e prenderò le mie distanze da quel che penserete voi.
Un'adorabile incompiuta!
Probabilmente Sara ha solo tanta voglia di dormire!
Forse sarà solo perché Sara ora è molto stanca.
(
Bellicosi, gli anni migliori)