impalpabile senso di vita



In uno dei milgiori film che abbia mai visto (forse IL MIGLIORE) c'era un uomo che voleva cancellare i suoi ricordi. Non perchè fossero brutti ricordi, cose mortificanti o avvilenti, ma semplicemente perchè il PESO di quei ricordi, nel tempo presente, diventava troppo gravoso da sopportare. E anzi, questi ricordi erano felici, "giorni color arancio" come ironicamente detto in un'altro film. Forse proprio per questo pesavano così tanto sulla schiena di quel piccolo, fragile, quasi patetico uomo che tanto mi somiglia.

In ogni caso, le cose accadono, ed è meraviglioso.

Ci sono alcuni frame, pezzi di polaroid colti con l'occhio semichiuso alle 9:07 che lotterò per non dimenticare, anche se bruceranno un pò. Sono un'insieme di cose, un buonissimo impasto di sensazioni a cui non sono capace di dare un nome.
E sono contento per questo, dio mio se sono grato per questo. Non voglio, non posso e non devo dimenticarle, a costo di scolpirmele nell'incavo del cranio con uno scalpello. Non voglio perdere queste lacrime di purezza, anche se adesso bruciano da matti.
Da matti.
Proprio perchè adesso bruciano da matti.
Da matti.

[[[ Nonostante l'immagine, tra le righe c'è scritto pioggia. ]]]


Semplicemente, non funziona niente.
La famiglia diventa una specie di sacco per allenarsi, come quello che maltrattano sempre i pugili. E le relazioni diventano qualcosa di distante, complicato, dissonante e stridente, incomprensibile anche se così attraente e luminoso.
Poi capita di leggere "salvezza".
La sola cosa chiara è che è tutto molto intricato. E non si possono usare le forbici, che il filo è troppo duro.
Eppoi fa talmente caldo che i pensieri si sciolgono e trasudano dal cranio e colano sugli occhi e bruciano la retina.

Eppoi.

Merda.