felicitazioni

chebbello. tutti vestiti a festa. sorrisi, e felicità, e congratulazioni, e felicitazioni. eppoi l'arrivo in chiesa, ma che bella la sposa, guarda la bimba com'è tenera, il prete con la tunica più gioiosa, che spruzza di acqua s(t)ant(i)a tutti i presenti come a voler obbligare tutti a condividere questa gioia così immensa e illuminante. eppoi un sacco di parole, parole, parole, parole a ancora parole e parole. che belle le due rondini che sono entrate in chiesa (e io che speravo che anche loro spruzzassero liquidi su qualcuno dei vestiti stupendi che la gente aveva addosso), e i bambini che frignavano e se ne sbattevano della sacralità del momento (ah, gioia!). e un esercito ansante e ansioso di idioti armati di macchine e macchinette digitali a fare foto come se non ci fosse un domani, nessuno dei quali evidentemente si rendeva conto che nelle foto sarebbero venuti, oltre agli sposi, anche e sopratutto gli altri imbeccilli armati di fallici milioni di pixel. eppoi ancora, brindisi e controbrindisi e ribrindisi, dove i sorrisi non stentati li contavi sulle dita di una mano, beati loro. eppoi antipasti, e primi e secondi e dolci e vino (grazie), fino al tramonto e oltre, divorato da zanzare e ansia e voglia di decapitare a caso.

ed è per questo che ho dormito 4 ore in 2 giorni, viaggiato come un uomo d'affari su dei sedili che erano comodi per tutto tranne che per dormire, e un orientale (cinese? giapponese? coreano?) continuava a crollarmi addosso mentre dormiva tra firenze e colle val d'elsa?

le convenzioni sociali sono una cosa brutta.

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