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A volte il tempo per lui sembrava non passare. L'aveva da poco letto in un libro, anche se era riferito a un tizio che aveva delle crisi d'astinenza da parecchie sostanze tutte insieme, un libro che ultimamente aveva avuto la strana facoltà di farlo seriamente uscire dalla propria testa e guardare tutto da appena un pò più lontano. Gli era capitato giusto la notte prima, mentre cercava di addormentarsi nel suo cubicolo afoso e pieno di schermi e diffusori, il letto umido di sudore sotto allo schermo principale a scomparsa incassato nel soffitto. Nel dormiveglia aveva aperto gli occhi e gli era parso che la sua stanzetta, il tavolo affollato di attrezzi e parti smontate, la colonna di oscilloscopi e rilevatori d'impulsi, fossero in realtà parte di un modellino in scala, una specie di diorama della sua vita odierna, con i suoi vestiti sparsi ovunque, libri aperti e fogli pieni di calcoli e appunti. I suoi occhi semiaddormentati facevano da lente macro, e stava guardando la sua stanza attraverso un teleobbiettivo, da una decina di metri d'altezza con una bassissima profondità di campo. Il piccolo schermo vicino al comodino era acceso, per monitorare i flussi di dati verso i suoi server che restavano accesi tutta la notte.
Si alzò per cercare un pò di sollievo vicino al sistema al freon che manteneva sui 10 gradi la temperatura dentro gli involucri di pannelli di plexiglass e cianocrilato; accese il monitor della cucina (che non era altro che la parete a est del cubicolo), estrasse la piccola tastiera dal suo scomparto e finì sullo stesso server della notte prima. Quelle parole lo ossessionavano flebilmente da almeno una settimana, facendo piovere immagini scintillanti sulla sua fronte corrugata, ricordi acidi che fiorivano in pensieri talmente articolati e bui che lo spaventavano.
E lì vedeva l'uccello senza ali appollaiato su una delle sedie, che lo fissava, con i suoi occhi arancioni, il tempo che si rifiutava di passare, che lo osservava mentre tentava di decidere cosa fare.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Wow, dude, this shit is reminiscent of William Gibson the Great. Thumbs up.
Keep workin'.

(sai chi sono)

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