La settimana scorsa stavo guardando MadMax (il primo, Interceptor). Ad un certo punto, parte una digressione del giovane Mel su un suo ricordo d'infanzia, classica menata famigliafelice\padrebuono\mondoperfetto, con sbrodolio di particolari particolarissimi. Alchè mi sono messo a pensare, che a me i ricordi d'infanzia arrivano in un'altro modo, ci sono certe cose che mi ricordo, però non riesco mai a collocarle perfettamente, ogni tanto mi torna qualche flash, ma mai qualcosa di chiaro e definito... Eppoi mi è venuto da pensare che alla fine sono molto simili (i flash) ai filmati di paperissima: anni 80, immagini sfocate e con i colori a puttane, molto brevi (sì, di per sè le "papere" non c'entrano un cazzo). Fatto sta che mi è venuta voglia di andare a rivedere le mie foto da piccolo (ma giovane giovane, fino al massimo ai 5 anni), e mi è presa una strana tenerezza. Mi è piaciuto.
La città è un assurdo ricettacolo di pazzi. Stavo aspettando davanti al locale dove venerdì ho effettivamente fatto la mia prima serata a base di dub, e un tipo (probabilmente brillo) da lontano mi chiede una sigaretta, io "ho il tabacco", lui fa un cenno di assenso, e dopo essersi girato la sigaretta, mi incaglia a parlare di cucina (eravammo di fianco a un ristorante dall'aria costosa) per almeno un quarto d'ora. dopodichè mi saluta e se ne va.
Ah poi ieri sera ho lasciato la macchina carica (chitarra, testata e cassa, effetti) praticamente in corso cairoli, sui murazzi, dalle 3 emmezza alle 5 emmezza. Non mi hanno rubato nulla. L'unica volta che mi hanno aperto la macchina e fregato l'autoradio è stato sotto casa, nella tranquilla e borghesissima periferia.
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4 commenti:
sei sconclusionato.
ma puoi parlare di madmax e poi di autoradio?? bah
parliamo di Jena Plissken se vuoi toh
allora dovrei dire che new york è una fottuta , fottutissima prigione
come minimo. anche torino quando vai a vedere 23.. almeno che qualcuno non si dimentichi... hai ragione, nei tuoi post, a volte fidarsi degli amici è proprio una bastonata sui denti
la prossima volta che lasci la macchina piena dimmelo che te la faccio io.
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