carta e murazzi.



Sto leggendo il succitato (tramite immagine) libro, regalatomi da un mio amico. Un altro mio amico mi ha quasi cazziato, perchè lui odia il suddetto scrittore, riferendosi a come le pagine del suo libro succitato (tramite immagine) vadano bene per pulirsi tra le natiche. "spazzarsi il culo", come dicono in romagna.
A me in realtà tale libro sta piacendo, e mi ci sto anche appassionando, peccato che non possa dedicargli tutto il tempo che vorrei, perchè sto preparando un esame per il 22 (dopo averne preparati altri 2). E dire che vorrei dedicarmici di più, mi ci perdo per una mezz'oretta ma poi scattano i sensi di colpa che mi fanno alzare dal letto e sedermi alla scrivania, per riaprire le dispense e mettermi a fare conti su conti.
Dove volevo arrivare? ah si, ecco: quando leggo un libro che ha un grande effetto sulla mia corteccia cerebrale, mi ci attacco talmente in profondità che mi sembra di entrare in un personaggio diverso da me stesso. Diventa una specie di relazione. Ed è strano che io parli di relazioni, dato che non sono molto esperto. Sono molto esperto nell'inizio e nella fine di una relazione, ma non nello svolgimento, dato che per me i due momenti sono sempre stati quasi attaccati. Talmente vicini da avere un'intersezione.
Del resto, ho letto molti libri, non tantissimi a dire la verità, ma abbastanza da essere in grado di avere un cervello che è allenato a pensare, e che riesce a visualizzare e a creare situazione senza necessariamente averle viste in televisione. Mio fratello, per esempio, non ha letto molti libri, anzi, però in compenso ha molto più successo di me con le donne... che le due cose siano collegate?

Ah poi mi sento di dover ringraziare il mio amico che odia Foster Wallace, per una delle scene più belle e illuminanti perlomeno dell'ultimo anno. You get wath you deserve.

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[[[ le gambe cominciavano a farsi un pò più deboli, la pressione che sentiva sulle ginocchia, dopo tutta quella strada fatta di corsa, cominciava a diventare deleteria per le sue articolazioni, che si lamentavano, gemevano quasi, snodi di vecchi macchinari metallici non molto ben oliati.
Ma non riusciva a smettere di correre. Intorno a lui il paesaggio era vario e folle, dai saltimbanchi sul monociclo, che facevano roteare clavette infuocate per aria, alle bancarelle delle anziane signore che vendevano cartoline ingiallite spedite quarant'anni prima. E le case erano di cartone, o di plastica, o di cemento, zuccheropralinecioccolatofildiferro cartonefangocartapestatempera vetromattoniglassafragolegelato. C'erano gli strilloni, i venditori, le tavere (ah, le taverne), i club da cui usciva musica elettronico-degenerativa che sembrava prenderti i timpani e spingerli più a fondo nella scatola cranica, c'erano degli strani banchi che servivano bicchieri ad anello con liquidi opachi in cui si scioglievano composti striati e all'apparenza velenosi. Loschi figuri (si, loschi figuri, prprio come sul Topolino pre-2000) acquattati negli angoli erano pronti ad assalirti con parole adamantine e dolciastre, per convincerti ad entrare in mondi di sostanze marroni e verdi, in realtà sogni vaghi di sballo fatti di paraffina e puzza di plastica e pelo di gatto bruciati.
Non capiva molto bene. L'impulso di continuare a correre (non forte a dire la verità, come quando sai che devi farti quaranta chilometri di corsa e allora risparmi le forze) era chiaro, ma gli stimoli che l'avevano portato alla conclusione di passare correndo in mezzo a quella città sbilenca e profumata non erano più molto chiari. Si faceva un pò trasportare da questi sentimenti coperti di polvere, sopiti e pungenti, come se il suo cervello stesse ondeggiando su un'amaca appesa a due alberi sfocati. ]]]

4 commenti:

kondi ha detto...

non odio david foster wallace. semplicemente mi irrita moltissimo il suo modo di scrivere. mi sembra uno che in ogni parola che scrive ti vuole in realtà dire WOW LO VEDI QUANTO SONO BRAVO A METTERE LE PAROLE UNA DI SEGUITO ALL'ALTRA? mentre invece uno dovrebbe scrivere per scaricare le proprie emozioni, per mettersi a nudo. non sopporto l'arte quando l'artista non si mette a nudo. diventa una roba, come dire, gaggia? potremmo dirlo effettivamente così: gaggia.

thisstationisnonoperational ha detto...

o anche: esercizio di stile. fine a se stessa.

Anonimo ha detto...

o anche
Lui scrive per Sgargiarsela

MissNoir

Anonimo ha detto...

hai scritto cortecca celebrale invece che corteccia. cacca.
kondi

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