
Qualche tempo fa ho comprato un moleskine nuovo. L'avevo visto in offerta in un negozio del centro, e visto che avevo appena scritto su quello vecchio (che allora non aveva più di 30 pagine ancora bianche), ho pensato di fare un investimento e prenderlo, che tanto l'altro sarebbe arrivato alla fine molto presto. E' quasi uguale a quello vecchio, a quaretti e con la tasca al fondo, però questo ha la copertina morbida.
Sono passati 3 mesi e più, e nel mio moleschine vecchio ho riempito solo 12 pagine, di cui 2 fanno semplicemente da sarcofago a un quadrifoglio secco.
Sono passati 3 mesi e più, e nel mio moleschine vecchio ho riempito solo 12 pagine, di cui 2 fanno semplicemente da sarcofago a un quadrifoglio secco.
"..fluttuava, placido, in un plasma di ansia e ricordi colorati.
All'improvviso capì che doveva mettere a bollire l'acqua per la pasta, con una presa di sale e una presa di coscienza. Aveva finito gli spaghetti, usò i maccheroni.
Mentre aspettava che l'acqua iniziasse a bollire, sgranocchiò alcuni bocconi del suo croccante e carnoso dolore.
Sperava che la pasta avesse l'amaro sapore della prospettiva."
Il bello dei post estivi è che alla fine li leggono in pochi, sopratutto quelli lunghi, anche perchè fa caldo e lo schermo del computer aumenta la sensazione di calore e disagio
[[[Allora: il fatto è che tu hai delle convinzioni fin troppo rigide. Anzi, no, questo è un modo troppo brutale per dirlo, sminuisce il concetto che voglio esprimere.
Non è rigidità, azzardando un concetto molto complicato credo che si possa parlare di tempra morale (che tra l'altro credo di averlo per la prima volta sentito in un film americano che parlava di tette, sopratutto). O forse è riduttivo anche così, il punto è che vuoi fortemente che tutto quello che fai, quello che vuoi, quello che ti succede intorno abbia un senso ultimo, per riuscire a porti dal lato giusto delle cose, uno sforzo gigantesco di integrità, anche a costo di sofferenze e di colpi in faccia. Potrebbe sembrare una cosa fatta per cercare di avere ragione, per lavarsi in un certo senso via le cose dopo essere arrivati alla conclusione di aver fatto la cosa giusta; e forse era proprio quello che pensavo io all'inizio. Ma poi ho capito che non è una cosa che fai per cucirti semplicemente una cartina del mondo che abbia ben distinti il bene e il male, non è una schematizzazione pura e semplice, come ti dissi una volta ma con altre parole che adesso non ricordo. Perchè tu ci ritorni sopra, e non sei mai pienamente sicura, hai sempre il dubbio che ti morde il collo, e ogni cosa ti fa ricominciare a rimuginare, e non riesci a perdonarti per delle colpe che non sono tue, o meglio, non solo tue.
Il consiglio che ti diedi, era quello di metterci una punta di cinismo in più, e quando ho rielaborato questa cosa, anche alla luce di altri fatti e altre cose che mi si erano, per così dire, rivelate, ho provato quasi pena per me stesso. Più che altro perchè tu, continuando a lottare per la tua integrità, in fondo riponi ancora qualche genere di speranza nelle persone, nella gente, nel caso anche se è una cosa assurda da dire. Io invece, mi sono ritrovato con il mio sorriso un pò menefreghista stampato in faccia, e il solito macigno di disillusione in spalle, che sembrava una gobba e manco me ne rendevo conto.
Ma non so se non mi piaccia questa cosa. Si, insomma, è vero che non è periodo, e tutto questo genere di cose, però devo veramente continuare a compatirmi per questa cosa?
Sto cominciando a capire che forse la risposta è no. Forse sono un codardo, e preferisco essere stronzo anche con me stesso, e continuare a dirmi che ognuno di noi è comunque solo, e non è una pura e semplice banalità o filosofia da supermercato o frase da fiction. Il senso ultimo è che tutti noi finiamo, con l'età e le esperienze, a costruirci un mondo che è solo la nostra proiezione di quello che succede, masticata digerita cagata e analizzata. Siamo noi il nostro filtro.
Però alla fine questo per me funzona. O meglio, comincia funzionare. Comincio a capire seriamente un sacco di cose, semplicemente distaccandomene con ingrato menefreghismo. Questo non mi salva dal prendere anch'io pungi in faccia, ma non è comunque tutto più divertente con un pò di sangue in più?
Percui tu continuerai senza dubbio a non lasciarti stare, a cercare l'integrità, e ad avere la mia amirazione per questo sforzo che fai, e che io non sono capace (o più capace) a fare
Mentre io continuerò a ridere delle mie sfighe, e a chiamare i miei insuccessi sfortuna, rendendomi benissimo conto dell'errore che sto facendo, per poi ridere anche di quello.]]]

2 commenti:
ah. ah. ah.
kondi
Ognuno vive nel mondo in cui decide di vivere. Ognuno trova delle scappatoie. C’è gente malata,molto malata che trova che la soluzione più semplice sia quella che tutti trovano la più coraggiosa e ammirevole,la più complicata.
Ma la gente malata la vede solo come la più semplice. C’è gente che ha deciso che l’unica scelta che ha per non impazzire è seguire i propri principi perché questa è l’unica cosa che permette loro di andare avanti.
Non è la scelta più coraggiosa. È l’unica scelta che hanno.
Ma forse in un certo senso hai ragione. Queste persone decidono che il destino è una scusa e che vale la pena lottare. E non chiamano i loro insuccessi sfortuna.
Perché, come ti ho scritto,crogiolarsi nel dolore non serve.
Ma soffrire è tenere alle cose. Tenere alle cose è vivere.
Forse queste persone non scelgono di essere coraggiose. Scelgono semplicemente di vivere.
disadattata sociale
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