faccio fatica a capire i messaggi.

MI ricordo che in corso Francia, subito dopo la rotonda di piazza Bernini, c'era una specie di strano scherzo sull'asfalto. Qualche anno fa sono stati fatti dei lavori nella suddetta piazza, con tanto di rifacimento di aiuole, marciapiedi e manto stradale; tutto il traffico ora viene incanalato in una rotonda che occupa l'intera piazza. Nel lato ovest di corso Francia rispetto alla suddetta rotonda, erano rimasti per non so quale ragione un paio di metri di binari di tram. Sto parlando proprio di un pezzo di una vecchia linea di rotaie che chissà perchè non era stata tolta durante i lavori, 2 pezzi di metallo lunghi appena qualche metro affogati nell'asfalto e dimenticati da tutti, che semplicemente ci passavano sopra senza neanche accorgersene. Ogni volta che passavo di lì notavo questo piccolo particolare, questi pezzi di metallo inutili e solitari, e venivo colpito dalla malinconia che trasudava quell'immagine, volevo portarla con me, scattargli una foto, riuscire a immortalare il tutto. Ho passato mesi a fantasticare, a pensare a come avrei catturato quell'immagine, passarci di notte con tanto di megaflash e cavalletto, di giorno con l'esposizione lunga, col fisheye, con la macchina fotografica appoggiata sul muro della siepe e un grand'angolo che rendesse bene l'idea della distanza.

Qualche giorno fa sono ripassato di lì, e le due rotaie non c'erano più; al loro posto, uno stupidissimo semi-dosso con strisce pedonali rosse e bianche.
Forse passo troppo tempo con gli occhi chiusi.

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Era un ragazzo normale, cresciuto normalmente in una delle più pallosamente normali cittadine americane, come ce ne sono a migliaia, nè troppo provincia nè troppo big city.
Forse proprio per questo ha saputo trasmettere una quotidianità, una naturalezza in quello che girava che in pochi altri sono riusciti a tirare fuori. Per quanto a volte esagerati, stupidi, volgari, sboccati o addirittura eccessivamente adolescenti, sono stati il manifesto di una generazione (o forse anche due). Chiunque faccia un certo tipo di cinema adesso gli deve qualcosa.

Don't you forget about me

John Hughes, 1950-2009

1 commenti:

kondi ha detto...

l'unico hughes che mi ricordo, e forse non si scrive nemmeno così, è quello dell'eire che ha segnato contro l'italia a usa94. unica sconfitta sul campo di un mondiale che non abbiamo vinto, però.

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