Non so. da un pò veleggio indisponente e svogliato tra mille pezzi di vetro, senza capire bene se questi che mi ritrovo sulla pelle sono tagli o semplici striature, come quelle che ti vengono quando ti gratti con le unghie troppo lunghe. e continuo imperterrito a non capire i messaggi, non colgo, non metto a fuoco, mi sento indietro, vedo la fila di gente che corre avanti a me e mi sembra che si allontani sempre di più. scommetto che se si girassero di scatto, avrebbero per un attimo tutti la mia faccia.
Forse non ho voglia di capire. Forse mi sono talmente abituato all'inedia che l'idea che potrei veramente cambiare le cose mi terrorizza troppo. E stucchevolmente, mi stupisco. Attonito, e imbecille. Foglie e rampicanti mi crescono addosso.

Devo applicare perturbazioni. Devo scuotere il sistema.

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