
Ieri pomeriggio, verso le 2, ero a bordo del mio possente mezzo di trasporto a due ruote, e stavo percorrendo la solita via sicura che dall'università mi porta a casa. La classica strada che fai talmente tante volte che dopo un pò il mezzo la imbocca da solo, ed ecco spiegato il perchè mi piaccia tanto ascoltare musica mentre vado in scooter, sopratutto se c'è bel tempo.
Anyway, dopo aver svoltato da corso Peschiera in corso Francia, mi è capitata una cosa che mi era successa forse solo un'altra volta nella vita: ho beccato un'onda verde. In due parole, ho azzeccato la velocità e il momento giusto e ho inanellato qualcosa come una decina di semafori verdi, uno dopo l'altro. Praticamente da piazza Massaua fino al cavalcavia che passa sopra la ferrovia. In città non avevo mai fatto tanta strada senza dovermi fermare ad un semaforo rosso. Mi sembrava di volare in mezzo ai palazzi, alla folle velocità di circa ottanta kilometri orari. Vabbè.
Ci sono certe ferite che fanno una fatica terribile a rimarginarsi. E non sto parlando per metafore eh, parlo di ferite vere e proprie, fisiche, come quando ti tagli tra due piegature della pelle su un'articolazione delle dita, o agli angoli della bocca, o tra le dita dei piedi. Non è che fa male, è semplicemente fastidiosissimo, diomerda.
Ah poi, cazzo quasi me ne dimenticavo: con il ritorno della bella stagione, ho ritrovato un sacco di piccole cazzate che mi fanno essere contento di vivere così vicino (praticamente dentro, bisogna vedere se per posto in cui si vive si intende la propria residenza o il posto che si frequenta più spesso e che meglio ci rappresenta, in un sacco di sensi) alla motorcity. Un pò come trovare una moneta da due euro nei pantaloni corti a quadri che non mettevo dall'estate scorsa.
Torino è piena di folli.
[questo solo per ricordare a me stesso che da qui non si trasmette per nessuno. What I do is secret.]
Ah poi, cazzo quasi me ne dimenticavo: con il ritorno della bella stagione, ho ritrovato un sacco di piccole cazzate che mi fanno essere contento di vivere così vicino (praticamente dentro, bisogna vedere se per posto in cui si vive si intende la propria residenza o il posto che si frequenta più spesso e che meglio ci rappresenta, in un sacco di sensi) alla motorcity. Un pò come trovare una moneta da due euro nei pantaloni corti a quadri che non mettevo dall'estate scorsa.
Torino è piena di folli.

2 commenti:
quei due euro erano miei.
kondi
sei un muzzone.
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